Il turismo spaziale: origini

Solo qualche anno fa poteva sembrare l’irrealizzabile trama di un film ma oggi il turismo spaziale è realtà. La domanda sorge spontanea:  nel turismo spaziale come funziona l’assicurazione ? Ma partiamo dalle origini.

Innanzitutto bisogna dire che è una forma di turismo recente.

Gli albori dell’esplorazione spaziale risalgono agli anni 50, tracciando una linea temporale:

  • il primo viaggio nello spazio dell’uomo, è stato compiuto da Jurij Gagarin,e risale al 1961;
  • il 20 Luglio 1969 sbarcano sulla luna Neil Armstrong e Buzzo Aldrin con l’Apollo 11;
  • nel 1986 il primo volo del progetto Teacher in the Space della NASA, con civili senza addestramento;
  • alla fine degli anni 90 e nei successivi anni 2000 cominciano numerose missioni spaziali.

I viaggi spaziali diventarono sempre più frequenti, è così che nel nuovo millennio si fra strada l’idea dei viaggi spaziali commerciali.

 

I primi voli turistici spaziali privati

 

Nel mese di luglio 2021, dopo anni di preparativi, sono stati effettuati i primi 2 voli turistici spaziali privati:

  • Richard Branson imprenditore britannico, fondatore di Virgin Group è stato il primo turista spaziale. Con la sua compagnia Virgin Galactic e il veicolo StarShipOne, simile ad un aereo, ha raggiunto l’altezza di 80 km.
  • il secondo volo turistico nello spazio è stato quello dell’imprenditore statunitense Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon, con la sua compagnia Blue Origin è partito a bordo della capsula spaziale New Shepard. La capsula è stata spinta da un razzo fino ad oltrepassare i 100 km di altezza e la linea di Karman (un confine immaginario a 100 km di altezza, che divide l’atmosfera dallo spazio esterno).

Entrambi i voli sono stati suborbitali; hanno raggiunto lo spazio intersecando la loro traiettoria con quella dell’atmosfera per poi rientrare sulla Terra, senza però compiere una rivoluzione completa

 

L’era del turismo spaziale: i dubbi sull’assicurazione

 

È iniziata così l’era del turismo spaziale, per ora solo per pochissimi fortunati passeggeri che hanno potuto permettersi biglietti da circa 250mila dollari. Ma sono ancora tanti i dubbi sull’assicurazione.

Un settore ristretto, quello del turismo spaziale, ma che in futuro darà margine di sviluppo a diversi rami collegati, come quello assicurativo.

Saranno necessarie delle coperture assicurative per eventuali danni, soprattutto per le responsabilità nei confronti dei passeggeri.

Nei casi di Branson e Bezos, le compagnie non avrebbero stipulato alcuna assicurazione. Il volo è stato considerato “interno”, dato che le navicelle sono partite e atterrate su suolo statunitense, escludendo la necessità di polizze per i passeggeri, che negli Stati Uniti sono necessarie solo per voli internazionali.

Questo cavillo burocratico dimostra quanto questo sia un campo tutto da scoprire. Molto probabilmente le compagnie assicurative inizieranno ad approfondire l’argomento per studiare nuovi prodotti, che saranno sicuramente molto costosi, visto che gli eventuali risarcimenti avrebbero un pesante impatto economico.

Non ci resta che seguire lo sviluppo di questo nuovo turismo per essere pronti nel momento in cui i viaggi spaziali potranno avere un pubblico più ampio dei soli miliardari.

 

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